“Liberare l’energia italiana”: un appello al Governo per sbloccare le rinnovabili

L’Italia dispone delle tecnologie e delle risorse necessarie per produrre più energia pulita, ma ritardi burocratici, incertezze normative e infrastrutture insufficienti continuano a frenare nuovi investimenti. Per superare questa situazione nasce “Liberare l’energia italiana”, l’appello promosso da Rinnovabili per l’Italia e indirizzato al Governo e al Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE). 

Il punto di partenza è concreto: famiglie e imprese sostengono costi energetici elevati, mentre la dipendenza dalle importazioni di gas e petrolio espone il Paese alle oscillazioni dei mercati internazionali. Aumentare la produzione nazionale da fonti rinnovabili significa ridurre questa vulnerabilità, rafforzare la competitività delle imprese e creare condizioni favorevoli a una progressiva riduzione delle bollette. Ma sono necessarie autorizzazioni più rapide, regole certe, reti elettriche efficienti e comunità energetiche accessibili. 

Con un documento di proposte operative, “Rinnovabili per l’Italia” chiede al Governo un incontro urgente e impegni verificabili per ridurre i costi dell’energia e la dipendenza dalle fonti fossili. Con un documento che individua gli interventi precisi, chiede al Governo decisioni e tempi verificabili.

Le sette le priorità operative dell’appello

1. Accelerare le autorizzazioni. Rafforzare gli uffici competenti, rendere vincolanti i termini delle procedure e superare i ritardi amministrativi, mantenendo rigorose le verifiche ambientali.

2. Garantire regole stabili e aree idonee. Evitare divieti territoriali generalizzati, risolvere rapidamente le controversie tra istituzioni e pianificare lo sviluppo dell’eolico offshore.

3. Ridurre i costi dell’energia. Favorire aste regolari, contratti di lungo periodo e meccanismi che trasferiscano concretamente alle bollette i vantaggi economici della produzione rinnovabile, tutelando i consumatori vulnerabili.

4. Potenziare reti e accumuli. Accelerare le connessioni degli impianti, superare le congestioni della rete e programmare nuovi sistemi di accumulo, considerando i circa 71,5 GWh di capacità aggiuntiva stimati necessari da Terna entro il 2030.

5. Semplificare le Comunità Energetiche Rinnovabili. Introdurre procedure unificate, tempi certi per gli incentivi e assistenza tecnica gratuita. Garantire inoltre le risorse per le domande ammissibili del bando PNRR e consentire il pieno utilizzo del contingente di 5 GW previsto per le configurazioni di autoconsumo diffuso.

6. Coinvolgere e premiare i territori. Prevedere compensazioni trasparenti, sconti energetici, partecipazione dei cittadini agli investimenti e strumenti per contrastare la povertà energetica.

7. Promuovere un’informazione indipendente. Avviare una campagna pubblica pluriennale, basata su dati scientifici, per informare cittadini e amministrazioni su costi, benefici e impatti delle diverse tecnologie.

“Liberare l’energia italiana” non propone quindi una generica dichiarazione di intenti, ma un programma di interventi amministrativi, normativi e infrastrutturali. L’obiettivo è valorizzare tecnologie e investimenti già disponibili, rendendo il sistema energetico nazionale più efficiente, competitivo e indipendente. Una sfida che riguarda direttamente il futuro economico del Paese e la possibilità, per cittadini e imprese, di accedere a un’energia più sostenibile anche nei costi.

Il punto di partenza di questa proposta è stato l’analisi dei blocchi attuali delle energie rinnovabili per ottenere soluzioni in tempi molto brevi, ed è stata elaborata da esperti/e molto qualificati/e: Nicola Armaroli, Andrea Barbabella, Leonardo Becchetti, Stefano Ciafani, Giovanni Battista Costa, Francesco Ferrante, Andrea Ferrazzi, Monica Frassoni, Attilio Piattelli, Luca Raffaele, Riccardo Troisi.

Per sottoscrivere la petizione direttamente online al seguente LINK.

Per informazioni operative sulla petizione è possibile scrivere direttamente a segreteria@nexteconomia.org.

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