‘Il macchinocentrismo come problema filosofico’, 29 maggio 2025, ore 18-20, presso la Casa della Cultura di Milano. Primo appuntamento della serie ‘L’etica ai tempi del macchinocentrismo’, a cura di Assoetica.

Giovedì 29 maggio ore 18-20 presso la Casa della Cultura di Milano: Il macchinocentrismo come problema filosofico. Primo incontro della serie L’etica ai tempi del macchinocentrismo, a cura di Assoetica.

Pietro Cattana
Mauro De Martini
Nicola Gaiarin
Mariachiara Tirinzoni
Francesco Varanini

IN PRESENZA PRESSO LA CASA DELLA CULTURA DI MILANO, VIA BORGOGNA 3
IN DIRETTA STREAMING SUL SITO DELLA CASA DELLA CULTURA E SUL CANALE YOUTUBE DELLA CASA DELLA CULTURA.

Tre locandine a proposito dell’evento
Locandina 1
Locandina 2
Locandina 3

Qui il video dell’incontro

 

Viviamo costantemente accompagnati da macchine digitali, e siamo sempre più insistentemente invitati a giovarci dell’ausilio di intelligenze artificiali.
Non solo: umani e macchine sono considerati ‘agenti’ a pari titolo. E si parla di un processo co-evolutivo che vincola ormai indissolubilmente umani e intelligenze artificiali.
Ci viene proposto di specchiarci in macchine, conoscere noi stessi attraverso macchine, apprendere da macchine.
Ci viene anche detto che noi stessi siamo macchine.
E ancora ci viene detto che i sistemi di intelligenza artificiale giungeranno presto a godere di libero arbitrio, sapranno prendere decisioni su basi etiche e distinguere il bene dal male.
Certo non esiste unanimità tra i tecnici, gli ‘esperti’, e gli ‘addetti ai lavori’. Ma esiste di fatto un accordo nel promuovere e nell’alimentare la pubblica fiducia nelle virtù delle macchine digitali.
Parimenti mi sembra esistere accordo nel criticare l’‘antropocentrismo’ dal quale saremmo viziati. Si dice che siamo egocentrici, convinti di una nostra eccezionalità, disattenti all’ambiente, alle cose.
Non credo che questa critica sia fondata: siamo tutti d’accordo nel guardarci dal considerare noi umani eccezionali, al centro dell’universo. Siamo tutti d’accordo anche nel sentire vicini a noi animali, piante e sassi.
Ma ci viene detto che non basta. E siamo quindi invitati a farci paladini dei diritti dei robot.
Siamo anche invitati a incamminarci sulla strada del ‘more than human’ – espressione subdola: sembra prefigurare una apertura, un superamento, ma invece presuppone un orizzonte dove l’umano è definito per via del confronto, o dell’incontro, o l’identificazione con la macchina.
Si può quindi dire che la critica all’‘antropocentrismo’ appare funzionale all’affermazione di un opposto, o complementare, ‘macchinocentrismo’.
Non so però dire di preciso in cosa consista il ‘macchinocentrismo’.
Per questo abbiamo organizzato questo incontro per ragionare in  pubblico sull’argomento.

Qui altre notizie sull’argomento dell’incontro.

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