Fine del lavoro? L’umano al centro della trasformazione digitale. Giovedì 20 novembre ore 18 webina su Zoom e Facebook

Fine del Lavoro?

L’Umano al Centro della Trasformazione Digitale

Intervengono

GIOVANNI MAZZETTI

Presidente del Centro Studi e Ricerche per la Redistribuzione del lavoro

FRANCESCO VARANINI

Presidente dell’Assoetica

modera

MASSIMILIANO CIVINO

Giovedì 20 Novembre 2025 alle 18:00

Webinar

https://www.facebook.com/redistribuirelavoro

https://us06web.zoom.us/j/86347763886?pwd=mhEq2CyijQ5nDIwr5HK0n7LAEPmsiq.1

a cura di 

Arela – Associazione per la Redistribuzione del Lavoro

Assoetica

Ci incontreremo online per parlare di ‘lavoro’. Partiremo (forse) da posizioni diverse. Con l’intento di fare passi avanti nel capire e nel trovare vie di azione.
Spero di avere tempo e modo per toccare punti che ritengo molto importanti.

– Distinguere tra ‘work’ e ‘labour’: per questa via possiamo mantener viva l’attenzione sulle differenze tra ‘lavoro umano’ e ‘lavoro della macchina’. Lavoro umano e lavoro della macchina possono essere entrambi intesi come ‘work’; solo il lavoro umano è ‘labour’.

– Esiste un lavoro senza remunerazione ed esiste una remunerazione senza lavoro

– Lavoro vs tempo libero: una opposizione che opposizione che non ha senso. ‘Tempo libero’ da cosa?

– Dire che il lavoro consiste nella cessione di tempo in cambio di remunerazione è riduttivo e fuorviante.

– Lavoro è realizzazione di sé e allo stesso tempo costruzione di ricchezza sociale.

– Il lavoro non è scarso.
Si può parlare di scarsità per una risorsa, per una entità economica. Il lavoro non si riduce ad una misura quantitativa, ad una entità economica.

– La proposta della ‘redistribuzione del lavoro’ e del ‘lavorare meno lavorare tutti’ partono da una definizione riduttiva e astratta di lavoro.

– ‘Intelligenza artificiale’: una tecnologia pensata per tenere sotto scacco il lavoro umano.

– Liquid workforce: un modo di intendere il lavoro che umilia l’essere umano.

– Non conviene -in un mercato del lavoro globalizzato, nella stagione del neoliberismo, che non è altro che la facciata dietro cui si nasconde la finanza speculativa- fidarsi di garanzie e tutele normative.
Conviene immaginare il lavoro umano in contesti dove non vigono contratti nazionali collettivi di lavoro.
Conviene tenere sempre presente cosa sia il lavoro umano in aree geopolitche lontane: per esempio il ‘trabajo informal’ in America Latina.

Partecipazione aperta a tutti.

Condividi:

Altri Eventi Recenti