Quali fondamenti di etica per il robot soldato?

di Luigi Catellani

 

E’ Venerdì.

Sono sul binario n°2 della stazione Ferroviaria di Modena, in attesa del solito treno inter-regionale Ravenna-Milano delle 6.52.

Il mio abituale mezzo di trasporto è puntuale, inizio il viaggio per raggiungere Milano; la mia sede di lavoro.

E’ Venerdi’.., poi ci si riposa..

Oggi ho diversi appuntamenti in centro città, incontri con Responsabili di Aziende che vogliono informazioni sull’operato della nostra Associazione.

Più o meno le solite domande, a cui dare una risposta: Chi siamo ? Qual è la nostra missione? Perché facciamo questo? Qual è in nostro passato? Quale sarà il nostro Futuro ? ecc.. E la tipica domanda finale: chi ci paga?

Ormai sono incontri standard e dopo diversi anni d’interrogazioni ci si fa l’abitudine, ci si sente sicuri e si ha la presunzione di dare agli ascoltatori delle sicurezze e certezze.

Salgo in treno mi cerco un posto tranquillo, è mattina presto e i cellulari non sono ancora attivati o almeno non squillano.

Come di mia consuetudine ho acquistato diversi giornali, all’edicola della stazione,inizio a leggere.

Sono alcuni giorni che leggo con malavoglia, da quando hanno rapito “la Giuliana” non si scrive d’altro. Tutti la chiamano Giuliana tutti la conoscono, tutti giudicano il suo operato, Giuliana Sgrena racconta..ha scritto.. ecc..

Finalmente la mia attenzione è attira da un titolo:

Iraq-Usa: Da aprile la guerra dei robot (1)

Il mio pensiero, vola e ritorna all’ultima lezione nella Aula (2) di Gennaio 2005 tenuta dal amico Prof. Giuseppe O.Longo (3) sulla tematica: L’Uomo e le Tecnologia.

Ripercorro velocemente quanto mi è stato insegnato.

Poi la mente passa velocemente alla lezione dello scorso anno (4) sulla tematica della Futurizzazione-tenuta da Carlo Pelanda (5) .

Dopo aver attivato tutte le mie conoscenze del sapere su questo “Topic”, mi sento pronto ad affrontare l’argomento e inizio a leggerlo.

Scorro l’articolo e non posso fare a meno di rallentare la lettura, la mia attenzione n’è sempre di più attratta. E’ un argomento a me nuovo e nello stesso tempo a dir poco agghiacciante. Purtroppo non è Fantascienza d’Isaac Asimov, è già realtà applicabile e sarà applicata nei prossimi mesi.

La nuova tematica cui fa riferimento l’articolo che leggo e, che dovrò presto affrontare è:

Il Robot Soldato sostituisce l’uomo Soldato

Quando? tra poco in Aprile anno 2005

Dove ? in IRAQ

Corro in ufficio mi attacco alla rete, navigo sull’argomento: la porta del sapere Google mi trova 400.000 link, solo il New York Times mi mette a disposizione 398 articoli.

Mi sento ignorante.

Mr. Gordon Johnson della Joint Forces Command del Pentagono sul New York Times del 16 Febbraio dice :

“They don’t get hungry,They’re not afraid.they don’t forget treir orders.They don’t care if the guy next to them has just been shot.Will they do a better job than humans ? Yes”-

Traduzione: Non hanno paura, non hanno fame, non ignorano gli ordini, non s’impressionano se chi è accanto è colpito. Alla domanda se i Robot Soldato possono fare il lavoro meglio che gli uomini ? la sua risposta è YES

Capisco che questo del Robot Soldier è un sogno che il Pentagono insegue da trenta anni.

Il sogno purtroppo sta diventando una realtà, i prototipi che saranno inviati in IRAQ, ad Aprile prossimo; sono l’avanguardia di legioni di soldati robot nell’ambito del programma che ha già da anni un nome “Futuri sistemi di combattimento”.

Lo Space and Naval Warfare System Center US ha già costruito, testato e messo in produzione un soldato robot, con un occhio da ciclope, con sembianze umane che ora si allena a sparare a lattine di bibite nella attesa di bersagli umani.

Il soldato robot può aprire un fuoco con una mitraglietta che spara ben 1.000 colpi il minuto

Cavolo, questo non lo ferma neppure Terminator 4, tra l’altro il protagonista del film è diventato governatore della California. Lo stesso stato produttore del Robot Solder, nome umanizzato «Roomba», che coincidenza ? Non è che con i suoi Film ci hanno usato da “Focus Group” (6)…

Nel “Business” puro l’unica cosa che può aiutare noi umani a non essere divorati dalle macchine sono i costi.

Penso : Noi uomini dovremmo costare meno, che i Robot!

Ma, presto mi accorgo che sto sbagliando sto ragionando con la mia mentalità di “Homo Technologicus” dove le mie conoscenze di costi sono limitate ad un uso professionale Aziendale e casalingo.

Al Pentagono sono convinti che quello dei robot soldato sia un ottimo investimento, non solo perché fa risparmiare vite umane ma principalmente perché fa risparmiare un mucchio di dollari.

Mi accorgo che un Uomo Soldato costa 4 Milioni di dollari per tutta la sua vita professionale, mentre un Robot Soldato costa solo 230.000 Dollari.

Inoltre, il Robot Soldato non va ad incidere sulla Spesa Pubblica Pensionistica US, già fortemente in difficoltà.

L’attuale Spesa Pensionistica Militare per i soldati umani in pensione è circa 653 miliardi di dollari.

Mi metto a giocare un po’ ai soldatini: Domanda : se ho a disposizione questa cifra quanti robot soldato posso comperare? Come un buon salumiere prendo una calcolatrice e faccio una semplice divisione: Spesa Pensionistica Militare/Costo Unitario Robot Soldato 653 miliardi/230 mila = 2.839.130 (DuemilioniOttocentotrentanovemilacentotrenta).

Un esercito di 2,8 Milioni di Robot Soldato

Esattamente il doppio dell’esercito che aveva a disposizione Alessandro Magno, che se la memoria non mi inganna, le sue truppe erano formate da meno di:

1.4 Milioni di Uomini Veri.

Questo numero mi ricorda un altro paragone in caso Civile:

L’esercito acquistabile con questa cifra, che tra l’altro non è un costo aggiunto, ma una diversificazione d’investimento;

corrisponde al doppio della Forza Lavoro dei dipendenti della Wal-Mart

il gigante della distribuzione US, la più grand’azienda US che attualmente sono circa 1,4 milioni di persone.

Sono terrorizzato, ho paura.

Vado sulla difensiva: decido di applicare una tecnica di lavoro e da Project Manager mi faccio uno SWOT ANALiSIS. Analizzo : Strengths,Oppurtunities,Weaknesses,Thereats (in italiano più o meno: i Punti di Forza, le Opportunità,i Punti di Debolezza e le Minacce)

Arrivo alla considerazione che: l’unica attuale debolezza che appare, o meglio vogliono farci credere, su il Robot Soldiers è che al momento non riesce a riconosce i soldati amici da quelli nemici e questo secondo quanto ho letto potrebbe limitarne l’uso.

Con le mie conoscenze non ci credo, penso che sia un’altra storia metropolitana scritta per lasciarci sperare e lasciarci l’illusione che la sua applicazione sia ancora lontana.

Dico questo a ragion veduta, in quanto già l’anno scorso, durante una lezione di Carlo Pelanda sulla Futurizzazione, in Aula siamo venuti a conoscenza che esisteva già un microchip prodotto dalla Apd (Applied Digital solution) ditta US. Una targhetta da 11 millimetri che usa la tecnologia RFID (Radio Frequency Identification), identificazione automatica per mezzo di frequenze radio.

Lo stesso può essere impiantato sotto cute senza suture con una semplice siringa.

Quindi la tecnologia di come identificare gli Amici dai nemici esiste già.

Vi ricordo che il principio è lo stesso di quello che è applicato ai cani per identificarli dal veterinario della ASL, secondo l’obbligo di legge.

Anche quei poveri cani, gli unici amici che ci sono rimasti, ci sono serviti da cavia.

Adesso, sono convinto che per non passare da nemici tocca a noi umani, metterci il microchip. Ricordo che la FdD Food and Drug US ha già autorizzato l’applicazione, inoltre forme sperimentali sono già presenti anche in Italia.

Non ne esco, è tutto a loro favore.

Lascio la tecnica e l’economia penso alla legge, cercando rifugio nella stessa, mi dico: la legge non gli può permettere di fare questo!

Poi un’altra delusione e leggo che Mr.Johnson a capo degli sforzi della Joint Forces Command research Us ha già detto “The lawyers tell me there are no prohibitions againts Robot making life-or-death decision”. Traduzione: -I legali gli hanno affermato che non vi sono proibizioni perché i Robot (Solder) prendono decisioni di vita o di morte-.

Dalla mia breve analisi, capisco che non ho altri argomenti a mio favore. Deluso, impaurito mi sento impotente.

Poi, un lampo di genio, sono le mie muse che mi stanno aiutando è: Archie Carroll (7) che mi ricorda la sua piramide della Business Ethics. A.Carroll durante la sua lezione dell’anno scorsoci ha spiegato che nella piramide della Business Ethics.

Sopra alla:

  • Legal Responsibilities (la legge)

Obey the law.Law is society’s codification of right and wrong.Play by the rules of the game

C’e sempre :

  • l’Ethical Responsibilities

Be ethical.Obligation to do what is right.Just, and fair.Avoir harm

Sono soddisfatto, quanto meno incoraggiato a continuare. Non ho certo vinto la battaglia, ma ho trovato in me le conoscenze per fare qualcosa. Quanto meno di poter: dire la mia.

Il Robot Solder sarà utilizzato da Aprile 2005 in IRAQ

Il Robot Solder sarà impiegato nellostesso paese di cui si sta spendendo fiumi d’inchiostro per parlare della Guliana Sgrena.

Mi chiedo se noi umani siamo proprio sicuri che “Guliana” vorrebbe interamente occupare pagine e pagine con il suo dramma, oppure preferirebbe lasciare lo spazio a questo argomento ?

Aiutando anche a darne visibilità.

Come ho imparato, i questi anni di lavoro sulla Business Ethics, a volte ascoltando i segnali deboli, in questo caso un articolo di poche righe si percepiscono degli argomenti e dei Trend che hanno o avranno un intensità di frequenza superiore agli argomenti che sono già stati volutamente amplificati dalla fonte emittente.

Un mio desiderio : potergli comunicare alcuni Fondamenti di Etica

Il mio sogno sarebbe di poter entrare nel gruppo di lavoro che realizzerà il software di gestione e controllo del Robot Solder “Roomba”, almeno avrei la speranza di riuscire a comunicargli unaconoscenza che già nel 300 a.C. un certo umano di nome Aristotele aveva : l’Etica.

Lo stesso Ufficiale di Flotta stellare McCoy in STAR TREK (8), come Aristotele credeva che la persona abbia bisogno di intelligenza e di logica per sapere identificare le cose giuste da temere , e per determinare come agire “conformemente a dignità e come prescrive la ragione”.

Aristotele pensava che anche le nostre emozioni devono svolgere un ruolo chiave nel decidere come dobbiamo agire. Inoltre, Aristotele scrisse altri Fondamenti di Etica che il Robot Solder dovrebbe conoscere :

  • la persona coraggiosa ha bisogno di bontà per agire per un fine nobile
  • le nostre emozioni devono svolgere un ruolo chiave nel decidere come dobbiamo agire

Ho la presunzione di poter dire che prima di mettersi a sparare, un po’ di Fondamenti di Etica (9) potrebbero essere utile, anche a lui


Ps: un Ringraziamento lo devo alle mie Muse e ai miei Padri Etici che mi ispirano, anche in questi momenti difficili di guerra robotizzata

1 da il Manifesto del 17 Febbraio 2005 articolo di Manlio Dinucci

2 Corso “Iniziazione alla Business Ethics” Ott.2004-Luglio 2005 www.assoetica.it

3 Giuseppe O.Longo docente dell’Università di Trieste esperto di tecnologie “Uomo-Macchina”

4 I°Master di Business Ethics 2003-2004 www.assoetica.it

5 Carlo Pelanda Docente,Consulente del governo US e autore del libro “Futurizzazione”

6Analisi-Ricerca di mercato con Gruppi di Consumatori a cui sono presentati in anteprima nuovi prodotti da immettere sul mercato

7 Archie Carroll docente di “Business Ethics” all’Università della Geogia in USA

8 Star Trek il più longevo spettacolo televisivo di Fantasy USA

9 Nuovo Corso di AssoEtica “Fondamenti di Etica del Lavoro e degli Affari ” Maggio 2005-Ottobre 2005 www.assoetica.it