Atteggiamenti e sensazioni dei giovani italiani di fronte alla novità digitale. Ricerca condotta per Assoetica dall’istituto Scenari

La ricerca Atteggiamenti e sensazioni di fronte alla novità digitale dei giovani italiani, condotta su un campione rappresentativo della popolazione italiana compresa nella fascia di età 18-30 anni, è stata curata per Assoetica dall’istituto Scenari.

Metodo

La ricerca si è svolta nel febbraio 2020, sulla base di un questionario somministrato via CATI (Computer Assisted Telephone Interviewing) e CAWI (Computer Assisted Web Interviewing).

Scopo

Si è voluto indagare sul modo con cui si usano i motori di ricerca e Wikipedia, sulla posizione personale di fronte ai Social Network, sul formarsi del giudizio personale di fronte alla verità e a possibile ‘fake news’, sull’atteggiamento rispetto a strumenti contenenti supporti di Intelligenza Artificiale. Si è infine guardato alle sensazioni e ai giudizi rispetto agli scenari che le tecnologie digitali ci prospettano come possibili: robot antropomorfi, interfacciamento tra esseri umani e computer, Intelligenze Artificiali autonome, manipolazione del codice genetico…

I primi risultati della ricerca sono stati presentati il 3, 4 e 5 marzo nel corso degli incontri Un’etica civile per l’Era Digitale, organizzati da Assoetica presso il Dipartimento di Scienze Sociali e Politiche dell’Università Statale di Milano.

I risultati completi sono messi da Scenari e da Assoetica a disposizione di chiunque sia interessato. Si invita per questo a scrivere a beatriceferri@assoetica.it 

Sintesi dei risultati

Ci si è rivolti ai giovani italiani non considerandoli solo come utenti di prodotti e servizi digitali, ma considerandoli invece come cittadini autori di scelte. Di conseguenza, sono state poste domande che gli addetti ai lavori orientati a spargere fiducia non avrebbero posto.

A cominciare dalla prima domanda: Quando il Tuo computer, tablet, smartphone da indicazioni “a fare la tal cosa”, “a comportarti nel tal modo”, “a scaricare qualcosa”, “ad aggiornare una app”, tu ti senti… Dove si propone di scegliere tra queste risposte: Mi sento grato per il servizio offerto, mi sento indifferente, infastidito, arrabbiato. Circa il 50% si mostra indifferente.

Le successive risposte ci dicono che, nell’utilizzare il motore di ricerca, il 49 % dei giovani si ferma al primo risultato.

Veniamo anche a sapere che il 67 % dei giovani consultare solo l’edizione italiana di Wikipedia; che il 56% dichiara di confrontare le notizie con notizie tratte da altre fonti; e che il 42% considera i social network luoghi dove si è controllati e sorvegliati; e che solo il 19 % gradisce i suggerimenti di Alexa, Siri ed altri assistenti personali.

Il questionario è costruito in modo tale da passare da questi quesiti di ordine generale, tutto sommato innocui, a domande più impegnative. Il 56 % dei giovani prova simpatia per robot antropomorfi o simili al animali. Il 75 % considera auspicabile la convivenza con Intelligenze Artificiali autonome.

 

E’ a questo punto che si nota, nelle risposte, un punto di svolta. La domanda successiva chiede: In un futuro più o meno lontano è possibile che esseri umani e Intelligenze Artificiali siano interfacciati in modo indissolubile, tanto da rendere indistinguibili le due entità originarie. Tu come consideri questa prospettiva? Qui la preoccupazione viene alla luce: il 64,5% risponde ritenendo opportuno che la prospettiva sia da subito oggetto da subito di attenta riflessione e discussione pubblica. Il 62% non ritiene giusto intervenire sul codice genetico.

La domanda finale sintetizza le precedenti. Si chiede se di fronte alla sempre crescente potenza di calcolo, e quindi, in senso lato, alla crescente ‘intelligenza’ ed autonomia dei computer si confida in un miglioramento delle macchine digitali, senza limiti, o se invece sia conveniente mettere un limite, perché resti spazio per l’agire umano. Il 69% dei giovani considera conveniente mettere un limite.

E tuttavia il 57% prova fiducia nel progresso e nella innovazione scientifica e tecnologica, perché ci si affida a esperti, tecnici e scienziati.

Come in ogni ricerca, gli aspetti più interessanti emergono quando nei risultati si legge qualcosa che esula dalle iniziali ipotesi di lavoro, e che appare sorprendente ai ricercatori stessi. In fondo, ogni indagine è un tentativo di scoprire qualcosa di inatteso.

Nel nostro caso, la sorpresa sta in questo: più si avanza nelle domande impegnative, eticamente rilevanti, più si divarica nelle risposte la differenza di posizione tra uomini e donne. Le donne provano meno simpatia per robot antropomorfi. sono più critiche rispetto all’interfacciamento tra esseri umani ed Intelligenze Artificiali.

 

L’idea che in un futuro più o meno vicino, i neuroni del cervello umano possano essere connessi ad un computer tramite sottili filamenti artificiali è considerata esaltante dal 56% dei maschi, ma fa rabbrividire il 71% delle donne. Abbiamo visto come il 69% dei giovani considera conveniente mettere un limite all’autonomia delle macchine digitali: la risposta acquista nuovo senso se si osserva, più in dettaglio, che sono di questa opinione il 58% degli uomini e invece l’81% delle donne.

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