Il 5G e le responsabilità globali

di Valter Carasso

La questione è seria. L’Internet delle cose – IOT -è possibile con la Rete 5G. Tutti brindano al nuovo mondo e al nuovo modo di interconnettere ogni cosa. Se ogni cosa è collegata, non per fatto divino o teorico-scientifico, ma perché qualcuno ha la capacità di realizzarlo, come possiamo fidarci di quel qualcuno? La storia recente ci insegna che la guerra tra superpotenze è passata dal confronto sul campo a quello “poco virtuale” della Cyberguerra. Gasdotti che esplodono a causa di Troyan presenti nei Software. Accade dai tempi del Dossier Farewell. Ancor più noto il malware Stuxnet, creato da israeliani e statunitensi e autorizzato dal governo di Barack Obama per sabotare le centrifughe iraniane fondamentali per l’arricchimento dell’uranio e per lo sviluppo nucleare del nemico di Israele. Lo stesso “Flame”, altro programma messo a punto da NSA e Israele, ha come principale obiettivo punti impianti strategici presenti in Medioriente. Come titolava il 28 marzo 2019 IL SOLE “24 ORE: “Usa contro Cina, l’Europa in mezzo: sul 5G si gioca la partita per il futuro dell’economia globale” articolo interessantissimo scritto da Andrea Blondi e Luca Salvioli. “In questi mesi si stanno depositando tonnellate di cavi e antenne, ma anche collezionando migliaia di pagine di report da parte delle grandi agenzie di intelligence. a partire da CIA, FBI, e NSA. Stati Uniti contro Cina e l’Europa in mezzo”.
Ma è giusto che una superpotenza, qualunque essa sia, debba avere il controllo tecnologico o la capacità di creare Troyan e Malware in grado di determinare collassi ai sistemi economici di Paesi ostili? Non sarebbe più etico, creare un team di ricerca mondiale a cui far partecipare tutti i Paesi con i loro scienziati e garanti, per verificare che i software e le tecnologie sviluppate siano portatrici sane di progresso? Perché il 5G di Huawei spaventa li USA? Forse perché sono arrivati prima loro degli americani o proprio perché gli americani hanno sperimentato in passato, quanto sia manipolabile (a proprio vantaggio) una rete globale. Il mondo non ha forse il Diritto all’autotutela? Perché deve essere un Privato a sviluppare tecnologie di uso globale?
Dovrebbe essere un organismo centrale e comunitario a controllare e finanziare lo sviluppo delle tecnologie che ogni individuo andrà ad utilizzare. La diffidenza e le diverse culture hanno impedito di fatto un dialogo sano tra Paesi sviluppati e tecnologicamente avanzati. Dal clima al 5G, non esiste un senso comune. “La potenza è nulla senza controllo”. Cosi recitava un noto claim pubblicitario degli anni 90. Oggi, ad essere incontrollata è la smania di prevaricazione economica da parte di Stati Uniti e Cina in primis. L’Europa dovrebbe essere coesa per contrastare questo processo. Baluardo di cultura e storia, ha molto da insegnare agli altri popoli. La pace si deve guadagnare sul campo. Il “bene comune” è un termine di cui solo noi europei capiamo profondamente il significato. Aprire la questione a livello internazionale non è solo un dovere ma una priorità assoluta.