Le scelte etiche non hanno prezzo

Assoetica oltre ai corsi e agli incontri vive una grossa fetta della sua esistenza nelle caselle di posta elettronica dei suoi fondatori e  di chi in maniera volontaria contribuisce alla sua esistenza.

Proprio in queste settimane stiamo entrando nel dettaglio della preparazione del 10° corso La direzione e la revisione etica che inizierà a ottobre 2014. Abbiamo aggiunto temi importanti come il marketing del branded content, un approfondimento sulle benefit companies. Mano a mano vi racconteremo le novità. Ma intanto ecco quello che ci siamo scritti qualche giorno fa:

Bruno Bonsignore, Presidente di Assoetica:

C’è un altro spunto interessante dell’aula di Trupia (Piero Trupia, uno dei docenti storici dei corsi di Assoetica, ndr), “sprezzatura” che incidentalmente ho visto in tv su qualche titolo,
vuol dire “fare le cose difficili senza saperle fare”,
Francesco, forse deriva da “sprezzare” nel senso di ridurre il valore della difficoltà (cioè di-sprezzare?)

 

Francesco Varanini, Direttore Scientifico

‘Sprezzare’, come in ‘sprezzo del pericolo’: è l’atteggiamento di chi non tiene conto del prezzo, pregio, valore, di quello che sa fare e sta facendo: quindi è in qualche modo orientato alla gratuità.
‘Sprezzatura’: Piero citava Baldassarre Castiglione, ‘Il Cortigiano’, prima metà del Cinquecento,
“Usar in ogni cosa una certa sprezzatura, che nasconda l’arte e dimostri ciò che si fa e dice venir fatto senza fatica e quasi senza pensarvi”.
Manzoni: coloro che “col solo contegno, con una certa sicurezza nativa, con una sprezzatura signorile, parlando di cose grandi con termini famigliari, riuscivano, anche senza farlo apposta”: riuscivano a fare cose con leggerezza.

Concetto simile alla ‘serendipità’: Nell’isola di Serendib – antico nome arabo dell’isola di Ceylon, o Sri Lanka – vissero un tempo la loro felice vita tre principi. Così narra una antica fiaba persiana – appunto: I tre principi di Serendip. La fiaba fu letta con particolare interesse daHorace Walpole. Nel 1754 ne scrive all’amico Sir Horace Mann, citando in particolare quel punto in cui i tre principi “scoprivano continuamente, per caso e per acume, circostanze nuove intorno ad argomenti di cui non si erano mai occupati”.